Prendere decisioni

Si consideri un campo rotondo, inclinato e con molte reti su cui giocano alcuni individui. Molte persone diverse (ma non tutti) possono unirsi al gioco (o abbandonarlo) in diversi momenti. Alcuni possono lanciare palloni nel campo o toglierli. Mentre sono in gioco, alcuni cercano di calciare qualunque palla capiti loro a tiro in direzione delle reti che piacciono loro e lontano da quelle che vogliono evitare.
J. G. March e P. Romelaer [pag. 187]

L’azione razionale nasce da due ipotesi sul mondo:
l’incertezza delle future conseguenze delle azioni in corso;
l’incertezza delle future preferenze che ci guideranno nella valutazione degli esiti dell’azione in corso.
Nel caso del comportamento secondo regole l’incertezza si riferisce al modo in cui classificare la situazione in corso e a quale identità sia rilevante in tale situazione e cosa richieda.
Nell’uno come nell’altro caso, un’ipotesi si riferisce alla realtà esterna al sé e l’altra riguarda il sé.

Le ambiguità delle esperienze, dei desideri, delle aspettative, delle identità, delle regole sono sfide alle nozioni standard dell’ordine nei processi decisionali.
Passiamo da un mondo nel quale le decisioni sono basate su intenzioni, aspettative, identità e regole coerenti a un mondo nel quale le decisioni sono viste veicoli per costruire interpretazioni significative di mondi sostanzialmente confusi, non come esiti prodotti da un ambiente comprensibile.
Questo passaggio è di norma affrontato da due prospettive: la prima parte dal presupposto che in realtà un ordine esiste anche se è diverso da quello anticipato dalle teorie convenzionali; la seconda enfatizza la realtà del caos e abbraccia la sua ricchezza di significati.

La storia e la scienza sono tentativi formali di fornire spiegazioni causali su eventi ambigui: Come si è sviluppata la democrazia? Perché alcune persone sono ricche e altre povere? Perché la Xerox non ha prodotto computer?
È un processo di ricerca di senso che è parte essenziale della vita di un individuo o di un’organizzazione.

Le interpretazioni umane della storia esagerano sensibilmente la coerenza e la necessità della storia realizzata, il ruolo delle intenzioni e dell’azione umana nella storia e la comprensione delle forze storiche.
In particolare ad agire sono 3 distinti pregiudizi: 1. Mantenimento delle credenze; 2. Certezza dell’evento; 3. Antropocentrismo.

Il successo tende a confermare le credenze e le rende meno vulnerabili ai dati contraddittori. Il successo tende a rendere più facile una visione della storia legittima e determinata anziché casuale. Il successo tende a rinforzare la nozione che la storia è determinata dall’azione umana. In tal modo i decisori di alto livello sono particolarmente inclini a seguire tali pregiudizi interpretativi.

Le credenze contraddittorie sono una caratteristica costante della vita. Sviluppando una credenza nell’efficacia dell’azione, le persone gettano nel sistema le basi per quella nella sua futilità.
I concetti di peccato e virtù, di bene e male, di vero e falso, di relatà e fantasia si sviluppano congiuntamente piuttosto che separatamente.
AUDACE-PAZZO | ATTENTO-TIMIDO
INDIPENDENTE-ARROGANTE | RIFLESSIVO-INDECISO
FRESCO-INGENUO | SOFISTICATO-CINICO
SINCERO-RUDE | TOLLERANTE-FIACCO

Tautologie
Le persone potenti ottengono quello che vogliono.
Come si misura il potere?
Valutando in che misura le persone ottengono quello che vogliono.

Le persone fanno certe cose a causa della loro personalità.
Come si definisce la personalità?
Osservando quello che le persone fanno.

Le persone scelgono in base al valore che attribuiscono alle cose e ai risultati che ottengono.
Come si determinano le cose alle quali lepersone attribuiscono valore?
Osservando quello che scelgono.

Le persone si comportano in modi coerenti con le loro tradizioni culturali.
Come si determina la cultura alla quale appartiene una persona?
Osservando quali regole culturali segue.

Tempo
In un ambiente caratterizzato da interazione complesse tra attori, soluzioni, opportunità di scelta la forma più semplice di ordine è il tempo.
Le attività possono essere ordinate nel tempo e connesse mediante le loro relazioni temporali.
Dall’analisi degli aspetti non razionali delle decisioni nelle organizzazioni emerge che ciò che appare caotico e casuale possiede una struttura logica nascosta e risponde ad una precisa esigenza funzionale.

Il cestino dei rifiuti
Diversamente dai modelli della razionalità limitata ed incrementale, caratterizzati da incertezza, il modello garbage can è contraddistinto da ambiguità e confusione che, in quanto tali, non possono essere ridotte attraverso l’aumento delle informazioni e delle conoscenze disponibili.
Ciò determina alcune conseguenze importanti:
1. gli attori non possono guidare razionalmente il processo decisionale, dato che gli scopi e le preferenze non possono essere definiti prima e indipendentemente dal processo stesso, ma prendono forma soltanto durante il corso dell’azione nella quale essi si sviluppano (il processo fornisce la base sulla quale gli attori recitano la propria parte);
2. le attività e i compiti sono necessariamente ambigui e indeterminati;
3. le procedure e i modi di procedere sono fra loro mutuabili ed equivoci;
4. i partecipanti e gli attori impegnati nel processo entrano ed escono dalla scena in relazione al livello d’interesse che li lega ai problemi, cosicché anche la partecipazione risulta essere fluida e incostante.

Il fatto che non si tratti di un processo lineare fa sì che nella realtà anche queste variabili, più che essere collegate da un ordine di sequenza – si parte da una criticità per arrivare, attraverso la definizione di una specifica procedura da parte degli attori coinvolti nel processo decisionale, a scoprire una soluzione pertinente -, si incontrino con una modalità che assomiglia molto a quella del cestino nel quale si trovano ad essere mescolate specie diverse di rifiuti prive di legami tra di loro.

Nella vita vera abbiamo a che fare insomma ogni volta con un numero ragguardevole di variabili (soluzioni potenziali, problemi latenti, attori rituali, opportunità ecc.), che seguono il proprio corso in maniera indipendente fino a quando non intervengono fattori contingenti e temporali che favoriscono il loro incontro in un ordine di sequenza non necessariamente lineare e che rappresentano i criteri che regolano le scelte.

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